the zero emissions lowdown: trucks in the future
Dalla salute pubblica all’emergenza climatica fino alla qualità della vita in generale: i comuni di tutto il mondo stanno scavalcando i governi nazionali per prendere l’iniziativa di ridurre le emissioni di carbonio e migliorare la vita in città. Le zone a basse emissioni (Low Emissions Zones, LEZ) sono una misura che sta per diventare standard in centinaia di città in tutto il mondo... e le zone a emissioni zero (Zero Emissions Zones, ZEZ) le seguono a ruota. I gestori di flotte devono tenersi aggiornati sui cambiamenti dei mercati in cui operano, soprattutto quando le informazioni più aggiornate possono aiutarti a preparare i tuoi camion per il futuro.
Problemi e sfide urbane
Sembra ormai pacifico che entro il 2050 le città si concentreranno su tre questioni principali e collegate tra loro: salute, economia e ambiente. Al momento conciliarle tutte e tre sembra complicato. Le vendite su internet hanno continuato ad essere forti dopo il lockdown del Covid. Un’ottima notizia per gli affari, ma l’aumento delle consegne riempie le strade di veicoli, creando più ingorghi negativi per lo svolgimento dell’attività. Il traffico aggiuntivo aumenta anche l’inquinamento atmosferico e le emissioni di CO2, che non fanno bene né alla salute pubblica né all’ambiente.
Il risultato è che sia gli abitanti delle città che gli amministratori comunali si chiedono come condividere lo spazio limitato in cui vivono e lavorano.
urban issues and challenges: how logistics integrates into public spaces
people crowd walking on busy street on daytime
Attualmente, circa il 56% della popolazione mondiale vive in città.
Entro il 2050, la percentuale si avvicinerà al 70% (1).
Le difficoltà saranno anche le stesse, ma le città no
Le differenze tra ubicazione e cultura fanno sì che le diverse città non si assomiglino per niente tra loro. Gli stessi problemi non generano le stesse priorità e il budget dedicato a questi problemi varia molto di luogo in luogo. In risposta ai problemi specifici, le città scelgono di ispirare l’innovazione per proteggere i loro abitanti e servire le loro imprese. Per rimanere al passo con i cambiamenti, i gestori di flotte non solo devono rimanere aggiornati sulle ultime innovazioni in materia di trasporto stradale sostenibile, ma devono anche rimanere agili per avere a disposizione camion a prova di futuro.
Mobilità a emissioni zero: il futuro dei camion è alle porte
Una delle azioni più diffuse nei comuni, che ha il maggiore impatto sui camion in futuro, è l’implementazione di regolamenti di accesso urbano come le zone a basse emissioni (LEZ), e le zone a emissioni zero (ZEZ) le seguono da vicino. La Svezia è stata la prima a introdurre le zone a basse emissioni nel 1996. Qualche anno dopo, Londra introduce la “tassa di congestione” quando si entra in un determinato perimetro. In Europa, sono centinaia le città che hanno prodotto normative introducendo le proprie zone a basse emissioni.
Come funzionano le zone a basse emissioni
Tutte le zone a basse emissioni tendono a funzionare più o meno allo stesso modo: la zona viene definita all’interno di determinati confini intorno al centro della città. I camion e gli altri veicoli per le consegne possono attraversare questa zona solo se rispettano determinate norme sulle emissioni, come gli standard Euro 6 (o Euro 4 per i furgoni) (2). Nella maggior parte dei casi, la zone a basse emissioni valgono 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Di solito, se un veicolo non è in regola è soggetto a sanzioni pecuniarie. In alcuni casi, a Stoccolma per esempio, ai veicoli non conformi è addirittura negato l’accesso.
Le zone a basse emissioni stanno iniziando a trasformarsi in zone a emissioni zero. Nelle zone a zero emissioni potranno circolare solo veicoli a batteria o a celle a combustibile e furgoni a gas naturale o ibridi plug-in che rispettano gli standard Euro 6.
Città pionieristiche nella regolamentazione delle emissioni degli autocarri
Queste diverse normative sulle emissioni degli autocarri (e di altri tipi di veicoli) creano una zona di riduzione delle emissioni i cui vantaggi includono la riduzione del traffico urbano e del rumore e il miglioramento della qualità della vita per tutti gli utenti della città. I comuni sono consapevoli delle sfide che le imprese devono affrontare e molti offrono il loro sostegno. Di seguito sono riportati alcuni esempi di come le città stanno modellando i camion del futuro.
A Stoccolma, l’Agenzia svedese per l’energia paga la differenza3
Per aiutare le aziende, i comuni e le regioni a passare alla mobilità a zero emissioni, l’Agenzia svedese per l’energia offre un “contributo per il clima” per l’acquisto di un camion elettrico leggero (3,5 tonnellate al massimo). Il finanziamento copre la differenza di costo tra un autocarro elettrico leggero e il veicolo analogo più vicino, fino a un certo livello. I gestori delle flotte hanno così una marcia in più per ridurre l’impatto ambientale e passare ai carburanti alternativi di domani.
European truck emission regulations: a varied approach
Il divieto proattivo di Amsterdam sui camion diesel
Mentre l’Unione Europea sta pianificando di vietare la vendita di camion a diesel entro il 2040, Amsterdam sta chiudendo il suo centro città a camion e pullman con questa propulsione. Nel 2025, la zona a basse emissioni del centro città si espanderà fino a comprendere l’intera città. Il centro diventerà una Zona a Emissioni Zero (ZEZ) per tutti i veicoli per le consegne e le merci, nonché, tra l’altro, per i pullman e gli autobus. Entro il 2030 si prevede che l’intera città diventerà una ZEZ. (4)
Londra come modello per altri centri urbani
Londra ha introdotto la “tassa di congestione” per la prima volta nel 2003 per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria nel centro città. Nel 2008 è stata istituita la prima zona a basse emissioni, evolutasi da un altro schema di tariffazione progettato per mirare specificamente i veicoli commerciali, responsabili della maggior parte delle emissioni stradali di Londra. Le normative sono state inasprite per adeguarsi ai nuovi standard europei e per affrontare le principali problematiche urbane. La zona a bassissime emissioni (Ultra Low Emission Zone, ULEZ) è stata introdotta per la prima volta nell’aprile 2019 e copre la stessa area della tassa di congestione. Da agosto 2023, la ULEZ si applica a quasi tutta la Grande Londra. Si stima che le concentrazioni di NOx, che si formano principalmente durante la combustione di combustibili fossili, siano diminuite dal 20% fino al 44% a seconda della zona della città. (5)
Il programma “Clean Truck” dell’Autorità Portuale di Los Angeles si ripaga da solo
Istituito nel 2008, il “Clean Truck Program” è un’azione precoce e autonoma in risposta alle normative statali sull’inquinamento atmosferico. Tutti i camion di trasporto che visitano i terminal del porto di Los Angeles e del porto di Long Beach devono rispettare il “Clean Air Action Plan” del Porto. L’obiettivo è che l’intera flotta di camion sia a emissioni zero entro il 2035. L’inquinamento atmosferico provocato dai camion del porto è diminuito del 90% dal 2008, ma il porto ha deciso di andare oltre e ha lanciato il “Clean Truck Fund” nel 2022: tutti i camion che non sono a emissioni zero devono pagare 10 dollari per accedere ai terminali. Attualmente, tutti i fondi raccolti vengono utilizzati per l’acquisto di nuovi camion a zero emissioni. (6)
Trasporto pubblico elettrico a Santiago
La capitale del Cile è alle prese con gravi problemi di qualità dell’aria. Nel 2017 la città ha deciso quindi di rendere elettrico il trasporto pubblico. L’obiettivo originario era quello di far passare all’elettrico il 25% della flotta di autobus entro il 2025. Nel 2023 era già stato raggiunto il 30% dei 7.000 autobus. L’elettrificazione completa è stata anticipata di cinque anni, al 2035, per la città con la più grande flotta di autobus al mondo al di fuori della Cina. (7)
Iniziative innovative che affrontano le sfide del traffico urbano
Esistono anche altre azioni per alleggerire le difficoltà della popolazione che lavora e vive in città. Dai limiti di rumorosità all’autotrasporto modulare ai centri di distribuzione urbana, le motivazioni non mancano.
Certificazione Piek per il rumore
Lanciata originariamente nei Paesi Bassi (“piek” è la parola nederlandese per “picco”), la certificazione acustica Piek assegna un adesivo numerato a un veicolo dopo che questo ha superato un test di misurazione del suono. Per gli autocarri, il suono massimo è limitato a 72 dBA durante la guida, 67 dBA per la chiusura delle portiere della cabina e il rumore dell’aria compressa, e 62 dBA per i segnali di avviso di guida in retromarcia e per i punti ciechi. Quando un camion è certificato, i proprietari delle flotte possono ottenere automaticamente gli adesivi per lo stesso modello nel resto della loro flotta. Attualmente esistono organizzazioni nazionali Piek nel Regno Unito, in Francia, in Belgio e in Germania. Nei Paesi Bassi, i rivenditori e i negozi sono responsabili della gestione del rumore, quindi anche i camion sono tenuti a risponderne.(8) Michelin contribuisce alla riduzione del rumore con pneumatici certificati a bassa rumorosità. Con l’aumento del numero di veicoli a batteria, questo dettaglio diventerà ancora più importante. (8)
Megaregioni negli Stati Uniti d’America
La pianificazione, negli Stati Uniti, avviene per “megaregione”. Le megaregioni tendono a formarsi organicamente, in quanto diverse economie metropolitane e i loro sistemi di risorse naturali e infrastrutture sono collegati tra loro grazie alla loro posizione e specializzazione. L’organizzazione dei sistemi di una megaregione richiede quindi una collaborazione al di fuori di confini fisici e ideologici. L’approccio collaborativo rafforza l’impegno per limitare il riscaldamento globale, porta a una migliore gestione delle risorse naturali e migliora la competitività economica, portando a una maggiore equità a livello locale, regionale e nazionale. (9)
Un esempio è l’iniziativa regionale per i gas serra. 12 Stati stanno collaborando per ridurre le emissioni di gas serra attraverso l’efficienza energetica, le energie rinnovabili e altri programmi. Questo include l’aiuto alle imprese locali e ai comuni per finanziare i camion elettrici. (10)
Cosa significa questo per le città e i camion nel 2050?
Il futuro è scritto: i motori a combustione interna stanno passando ai camion a zero emissioni. Si svilupperanno anche i camion autonomi, accompagnati da cambiamenti normativi, corsie autonome e accettazione culturale. Sembra probabile che le consegne dell’ultimo chilometro saranno ancora effettuate da professionisti del settore dei trasporti, grazie all’agilità richiesta (e fornita). Per quanto riguarda la gestione delle flotte, i modelli di business probabilmente passeranno dall’integrazione delle competenze e delle risorse necessarie all’aggregazione attraverso collaborazioni e partnership.
I camion del futuro: come preparare la tua flotta fin da ora
Tutto questo può sembrare molto impegnativo, ma non temere: tutti ci stiamo adattando a queste sfide urbane allo stesso tempo. Vuoi passare a una flotta elettrica? Il nostro ultimo libro bianco è pensato per te! All’interno troverai approfondimenti di esperti sul mercato dei veicoli elettrici e l’impatto preciso sulle flotte. Scopri le dinamiche dei veicoli a zero emissioni, approfondisci come possono migliorare il costo totale di proprietà (Total Cost of Ownership, TCO) e soprattutto impara perché i pneumatici ad alte prestazioni siano imprescindibili per i camion e gli autobus elettrici.
Ulteriori risorse per aiutarti a sopravvivere in questo mercato in evoluzione.
1. Comprendi il legame con il tuo ecosistema di consegna. Che ruolo hai nelle città, tra i fornitori, con i tuoi partner e colleghi? Quali opportunità e minacce individui per la tua attività? Come puoi far sì che i cambiamenti siano in tuo favore?
2.Tieni d’occhio i regolamenti di accesso urbano in Europa per individuare i luoghi con le restrizioni più severe. Se riesci a soddisfarle, dovresti essere in grado di guidare ovunque. Ricorda però che i regolamenti urbani sono aggiornati regolarmente, quindi assicurati di rimanere al passo con la normativa. Puoi anche visitare i siti web delle città per conoscere le rispettive norme di accesso ai camion.
3. Scopri quali programmi esistono per aiutarti nella transizione. Come l’Agenzia Svedese per l’Energia, altre regioni e governi possono offrire assistenza per l’acquisto di veicoli a zero emissioni. In Francia, il programma Watea di Michelin aiuta i piccoli imprenditori a cambiare.
4. Segui le organizzazioni locali, nazionali e internazionali per le notizie. Visita siti come l’International Transport Forum, l’Organizzazione Mondiale del Trasporto Stradale, Eurocities e gli enti commerciali, le federazioni e le istituzioni ambientali del trasporto stradale locale. Iscriviti a tutte le loro newsletter per ricevere le ultime informazioni.
1. Banca Mondiale https://www.worldbank.org/en/topic/urbandevelopment/overview#:~:text=Globally%2C%20over%2050%25%20of%20the,lives%20in%20urban%20areas%20today.
2. Consiglio Europeo
3. Euro Cities
https://eurocities.eu/latest/stockholm-has-a-new-tough-plan-to-ban-polluting-vehicles/
4. Amsterdam.NL
https://www.amsterdam.nl/en/traffic-transport/low-emission-zone/
5. GOV.UK
https://www.amsterdam.nl/en/traffic-transport/low-emission-zone/
6. Porto di Los Angeles
https://www.portoflosangeles.org/environment/air-quality/clean-truck-program
7. Gob.CL
https://www.gob.cl/en/news/chile-is-now-home-to-the-second-largest-electric-bus-fleet-in-the-world/
8. PIEK
https://www.piek-international.com/english/certificate/?page=certify%5Fproducts
9. Lincoln Institute of Land Policy
https://www.lincolninst.edu/app/uploads/2024/04/promise-of-megaregions-lla22106.pdf
10. Iniziativa regionale sui gas serra
https://www.rggi.org/sites/default/files/Uploads/Proceeds/RGGI_Proceeds_Report_2022.pdf
gettyimages 930571046
car going fast on a road by night