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Aerial view of the bridge and the road over the river Pinios in the green valley of Tempe in Greece
Il termine “impronta carbonica” viene ripetuto spesso, e per una buona ragione! Il nostro pianeta si sta riscaldando ed è necessaria un’azione collettiva ed efficace. Comprendendo l’impatto che i motori a combustione interna hanno sull’impronta carbonica del tuo camion puoi identificare le aree da migliorare. Continua a leggere per scoprire i vantaggi della gestione sostenibile della flotta: non sarà un bene solo per il pianeta, ma anche per la tua azienda.
Dall’inizio alla fine: una ripartizione delle emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo di vita di un autocarro
Ogni camion, nel corso della sua vita, emette livelli variabili di CO2 in fasi diverse. Durante la fase di produzione, ad esempio, almeno 10.000 materiali¹ vengono acquistati e integrati nel camion stesso, dai metalli al caucciù fino alla plastica, ognuno con il proprio carico di carbonio. Una volta che l'autocarro arriva sulla strada, ci sono due fasi fondamentali:
• Well-to-Tank (WTT): copre le emissioni di CO2 derivanti dall’estrazione, dalla raffinazione e dall’erogazione del carburante (diesel per i camion tradizionali, ricarica della batteria per i veicoli elettrici).
• Tank-to-Wheel (TTW): emissioni di carbonio dei camion prodotte esclusivamente dai motori a combustione quando il veicolo è in uso (non ci sono emissioni di CO2 tank-to-wheel per i camion elettrici).
Le pratiche virtuose per un motore a combustione interna: come ridurre l’impronta di carbonio del tuo camion
Fleet owners who haven't yet made the switch to BEVs still have very effective tools at their disposal to reduce their truck’s carbon footprint ౼ for the sake of the planet as well as their bottom line.
Valuta e riduci l’impronta carbonica del tuo autocarro
I proprietari di una flotta possono apportare diversi cambiamenti fondamentali per ridurre l’impronta carbonica dei propri autocarri: dall’utilizzo di un motore ottimizzato o a basso consumo all’installazione di una migliore aerodinamica; i pneumatici MICHELIN a bassa resistenza al rotolamento sono un altro elemento chiave. Riducendo al minimo l’energia sprecata dalla deformazione del pneumatico, i pneumatici contribuiscono in modo significativo all’efficienza del carburante. Inoltre, passare da un pneumatico con classificazione di resistenza al rotolamento C a uno con classificazione B può comportare un risparmio medio di 0,6 litri per 100 km² nel corso della vita del pneumatico. Infine, formare i conducenti a tecniche di guida ecologica, come l’accelerazione dolce e la frenata controllata, può dare risultati impressionanti. Queste strategie non sono solo vantaggiose per l’ambiente, ma anche per i tuoi profitti: con i costi del carburante che rappresentano circa il 30% delle spese operative della tua flotta³, ottimizzare l’efficienza si traduce in un significativo risparmio finanziario.
Come calcolare l’impronta carbonica del tuo camion: il nostro strumento
Per cominciare, il calcolatore MICHELIN dell’impronta carbonica degli autocarri aiuta a identificare le aree di miglioramento analizzando l’impatto di pneumatici ricostruiti o riscolpiti, fornendo dati fondamentali per prendere decisioni eco consapevoli. Sebbene questo strumento non sia in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica dei camion, aiuterà le flotte a comprendere le fonti di emissione e a identificare le decisioni che porteranno a una gestione più sostenibile della flotta.
Una nuova era per le valutazioni e i test di inquinamento dei camion
In Europa: regolamentazione EURO 7
L’Unione Europea sta compiendo un passo significativo verso strade più pulite con l’introduzione della normativa Euro 7. Si tratta del settimo rinnovo di questi regolamenti, e per la prima volta non si occuperà solo delle emissioni dallo scarico e dei test sulle emissioni degli autocarri che contribuiscono alla loro impronta carbonica, ma anche delle emissioni di particelle dai freni e dai pneumatici.
Dal lancio dell’Euro 1 nel 1992, queste normative hanno contribuito a ridurre le emissioni di particelle di combustione del 95%, una cifra notevole. L’Euro 7, che dovrebbe entrare in vigore intorno al 2031, continua sulla scia di questo successo stabilendo nuovi standard per le emissioni di particelle dai sistemi frenanti e dall’usura dei pneumatici.
Lavorare per un’aria più pulita: test sulle emissioni di particelle
Oltre a ridurre l’impronta carbonica del tuo camion, è fondamentale essere consapevoli dell’importanza della riduzione delle emissioni di particolato. Per capire meglio come ridurre queste emissioni, vediamo di seguito da dove provengono.
I veicoli a combustione interna classici si affidano a freni ad attrito: quando un camion rallenta, le pastiglie dei freni premono contro le ruote, fermandole. Questo processo crea minuscole particelle del materiale di cui sono composte le pastiglie dei freni, che vengono rilasciate nell’aria. La frenata rigenerativa, standard in tutti i veicoli elettrici a batteria, utilizza motori elettrici commutati in modalità di retromarcia per rallentare il veicolo. Il risultato? Questi veicoli producono emissioni di particelle in frenata prossime allo zero, riducendo significativamente il loro impatto sulla qualità dell’aria e sull’ambiente nel complesso.
La normativa EURO 7 avrà un impatto diretto sui produttori di veicoli pesanti e sugli autocarri (OEM), ma i suoi effetti si faranno sentire in tutto il settore dei trasporti. Alle flotte, soprattutto a quelle che lavorano con aziende con forti impegni di responsabilità sociale d’impresa (RSI), potrebbe essere richiesto di adottare veicoli conformi all’Euro 7 per una catena di fornitura interamente sostenibile. Questo segna una nuova era, per strade più pulite e una gestione della flotta più sostenibile.
In che modo le tasse e i pedaggi stanno cambiando il panorama delle flotte in Europa
La Commissione Europea ha introdotto una nuova politica per incentivare le flotte ad adottare autocarri a basse emissioni. A partire dal dicembre 2023, la Germania ha implementato un sistema di pedaggio che tiene conto delle emissioni di CO2 di un camion. In base a queste norme, gli autocarri Euro 6 immatricolati prima del luglio 2019 vedranno il pedaggio aumentato dell’80%. Tuttavia, mentre gli autocarri immatricolati dopo il luglio 2019 e dotati di tecnologie per la riduzione delle emissioni (motori efficienti, cambi robotizzati, deflettori aerodinamici e pneumatici di classe A) godono di una riduzione del pedaggio, i veicoli elettrici beneficiano di una politica di esenzione.
La Commissione Europea ha esortato gli altri Stati membri ad adottare misure simili per contrastare le emissioni di carbonio delle flotte di camion. In Svezia, Danimarca, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca questa direttiva è già stata attuata.(4)
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Source: IRU⁵
In Nord America: programma Clean Truck dell’autorità portuale di Los Angeles
Il programma Clean Truck è stato istituito nel 2008 come azione tempestiva e proattiva in risposta alla legge statale sull’inquinamento atmosferico. Tutti i camion di trasporto che visitano i terminal del porto di Los Angeles e del porto di Long Beach devono rispettare il “Clean Air Action Plan” del Porto. L’obiettivo è che l’intera flotta di camion sia a emissioni zero entro il 2035. L’inquinamento atmosferico provocato dai camion del porto è diminuito del 90% dal 2008, ma il porto ha deciso di andare oltre lanciando il “Clean Truck Fund” nel 2022: tutti i camion che non sono a emissioni zero devono pagare 10 dollari per accedere ai terminali. Attualmente, tutti i fondi raccolti vengono utilizzati per l’acquisto di nuovi camion a zero emissioni.(6)
In Sud America: il Brasile sta cercando di definire degli obiettivi di “diesel verde”.
Il Brasile sta attualmente proponendo un programma per il “carburante del futuro” che mira a ridurre le emissioni di camion e autobus. Questo documento stabilisce obiettivi per il “diesel verde”, esigendo che l’1% della fornitura di diesel del Brasile sia verde entro il 2027 e almeno il 3% entro il 2037. Questi obiettivi fanno parte di un impegno ben più ampio per la promozione di un uso sostenibile dei carburanti. L’iniziativa mira a ridurre significativamente le emissioni dei veicoli nei prossimi decenni.(7)
Verso una gestione sostenibile della flotta
Man mano che le opzioni esistenti diventano più ecologiche e si sviluppano nuove tecnologie, i gestori di flotte devono tenere sotto controllo l’impronta di carbonio dei loro camion e cercare continuamente di migliorare le loro pratiche di gestione sostenibile della flotta..
Prepararsi al futuro: la transizione verso una flotta elettrica
Per quanto riguarda l’impronta di carbonio dei camion, i veicoli a batteria e i veicoli tradizionali a combustione interna devono affrontare un compromesso: rispetto ai veicoli a combustione interna, quelli elettrici a batteria producono quasi il doppio delle emissioni di carbonio del camion durante la produzione e oltre quattro volte di più durante la fase wheel-to-tank (WTT). Ma qui sta la bellezza di un veicolo a batteria: lungo tutta la sua durata, un veicolo elettrico a batteria genera zero emissioni durante la fase tank-to-wheel (TTW) perché non brucia carburante. Inoltre, i veicoli elettrici a batteria utilizzano la frenata rigenerativa, che cattura l’energia quando si rallenta e la reimmette nella batteria, riducendo ulteriormente la dipendenza da fonti esterne. Includendo tutto questo, i veicoli elettrici a batteria generano un’impronta di carbonio dei camion inferiore fino al 50%.(8)
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Rapporto SCANIA LCA maggio 2021
Ma affinché il veicolo elettrico sia il più pulito possibile, la fonte dell’energia elettrica è importante:
pensa alla generazione dell’elettricità come a uno spettro, con fonti pulite (come l’idroelettrico, il solare, l’eolico, i biocarburanti, i rifiuti e il nucleare) da una parte, e le fonti inquinanti (come il carbone) dall’altra. Al momento, la maggior parte si affida a queste fonti non del tutto pulite, il che significa che ci sono ancora emissioni wheel-to-tank per i veicoli elettrici.
Ciononostante, tali veicoli restano comunque più puliti dei veicoli a carburante. Inoltre, con il passaggio a fonti di energia più rinnovabili, l’impronta del wheel-to-tank dei veicoli elettrici si ridurrà ancora di più. Infatti, un veicolo elettrico a batteria alimentato esclusivamente da energia eolica potrebbe avere un’impronta di carbonio inferiore dell’86%.(9)
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logo step up
L’industria dei trasporti sta affrontando una serie di sfide in continua evoluzione, come la carenza di autisti, l’inflazione e l’aumento dei costi, il tutto nel bel mezzo della crisi climatica. Michelin si impegna a ridurre l’impatto ambientale del settore e ritiene che le pratiche sostenibili possano giovare sia all’ambiente che alla tua attività. STEP UP è l’approccio globale di Michelin per sostenere questo impegno.
- 1. Rapporto SCANIA LCA maggio 2021
- 2. Michelin OEM
*0,8l è la deviazione media (valore VECTO) misurata tra due lettere di etichettatura (B rispetto a C) per un pneumatico nuovo. Simulazione di un risparmio medio per la vita del pneumatico di 0,6 litri per 100 km tra un pneumatico di classe B e uno di classe C, per un veicolo che percorre 150.000 km all’anno, per una flotta di 50 veicoli, con un prezzo ipotizzato di 1,45 € al litro. - 3. Report mondiale Ducker_ VEHICLE MAINTENANCE COSTS & PAINS_ Michelin Community – Dicembre 2017
- 4. Commissione europea. Tariffazione stradale (pedaggi e bolli)
- https://transport.ec.europa.eu/transport-modes/road/road-charging_en
- 5. Webinar IRU, Nuovi sistemi di pedaggio per autocarri. È richiesta la registrazione dell’utente. Maggio 2024
- https://www.iru.org/resources/iru-library/new-truck-toll-systems-europe-what-you-need-know-full-webinar-replay
- 6. Programma Clean Truck del porto di Los Angeles
- https://www.portoflosangeles.org/environment/air-quality/clean-truck-program.
- 7. Programma Fuel of Future – Investire in Brasile
- https://www.gov.br/mme/pt-br/assuntos/noticias/ministro-destaca-oportunidades-de-investimentos-no-setor-de-petroleo-a-empresas-estrangeiras-nos-eua/EUAOCTFUELOFFUTUREPROGRAM1.pdf
- 8-9. Rapporto SCANIA LCA maggio 2021
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car going fast on a road by night