00 un tecnico che ripara un pneumatico di un veicolo commerciale pesante prima della ricostruzione
Nel 1923, il mondo era in fermento. I treni merci sferragliavano attraverso le città, i camion cominciavano a percorrere distanze sempre maggiori e le strade diventavano ogni giorno più indispensabili. Ma quelle strade erano tutt’altro che uniformi, spesso di scarsa qualità, con notevoli differenze da una regione all’altra. Inoltre, le riparazioni erano ben lontane dagli standard odierni. Il risultato: i pneumatici si consumavano in fretta e sostituirli era costoso per le aziende di trasporto. Fu allora che Michelin decise di fare una mossa semplice ma rivoluzionaria: introdurre la ricostruzione di pneumatici per autocarri
01 tecnico di ricostruzione di pneumatici per autocarri che lavora in un’officina
Non si è trattato solo di un’innovazione tecnica. Questa novità ha sollevato una domanda di importanza strategica per l’epoca: e se un pneumatico per camion potesse avere più di una vita?
Gli albori della ricostruzione dei pneumatici per autocarri: L’innovazione nata dalla necessità
L’Europa del dopoguerra si stava ricostruendo, perciò l’efficienza era fondamentale. Le flotte avevano bisogno di pneumatici abbastanza resistenti per le strade dissestate, ma anche sufficientemente economici da garantire la continuità delle operazioni. I fratelli Michelin, Édouard e André, puntavano già a migliorare la durata, portando a una riduzione del costo chilometrico dei pneumatici per i loro clienti.
Durante i test, hanno notato una tendenza: mentre il battistrada - la gomma esterna che aderisce alla strada - si consumava abbastanza rapidamente, la struttura interna del pneumatico, o carcassa, rimaneva in buone condizioni. Da qui è nata l’idea: e se, invece di sostituire l’intero pneumatico, si potesse sostituire solo il battistrada?
Questo concetto semplice ma efficace ha portato alla nascita della ricostruzione di pneumatici per autocarri, un processo che riutilizza la carcassa e applica un battistrada nuovo per prolungare la durata del pneumatico. Da oltre 100 anni, Michelin è all’avanguardia in questa pratica, promuovendo l’innovazione e definendo gli standard di settore che continuano a plasmare il futuro dei trasporti.
Acciaio e resistenza: La spina dorsale di una seconda vita
Con il passare degli anni, le sollecitazioni cui sono sottoposti gli autocarri e i loro pneumatici, non hanno fatto che aumentare. Verso la metà degli anni ‘30, i camion trasportavano carichi più pesanti e le carcasse dei pneumatici esistenti non sempre erano all’altezza del compito. Fu allora che Michelin introdusse un’altra importante innovazione.
Nel 1937 fu presentato il “Metalic”, il primo pneumatico per autocarri con carcassa in acciaio. A differenza delle versioni precedenti, realizzate con più strati di tessuto, questa nuova carcassa utilizzava solo quattro strati di cavi d’acciaio, offrendo una resistenza e una durata superiori. Inoltre, non era stata costruita solo per durare, ma anche per essere ricostruita.
Questa innovazione ha trasformato la ricostruzione dei pneumatici per autocarri da una semplice idea utile a una strategia a lungo termine. Ora i pneumatici venivano progettati fin dall’inizio per durare più a lungo, consentendo alle flotte di sfruttare al massimo i propri investimenti.
Gli albori dell’industrializzazione
The next big leap came in 1946. In the town of Avallon, in Northeast France, the first hot-retread truck tyre rolled off the production line. And the timing could not have been better! In the post-war years, when resources were scarce and transport operators needed every saving they could find, retreading proved to be a lifeline.
At the time, the facility was owned by Pneu Laurent, a pioneer in the field. It would only be in 1973 that Michelin became the majority shareholder, bringing this expertise fully into the company’s portfolio and proving its commitment to building trust in the process across the industry.
Lo sapevi che ci sono due modi per ricostruire i pneumatici?
La ricostruzione di pneumatici per autocarri illustrata con un nuovo pneumatico MICHELIN Remix®
La ricostruzione a caldo, una vera rivoluzione nel settore, consiste nell’unire un battistrada nuovo e i fianchi a una carcassa accuratamente preparata, facendo vulcanizzare il tutto in uno stampo sotto l’effetto del calore e della pressione. Il risultato è praticamente indistinguibile da un pneumatico nuovo, sia nell’aspetto che nelle prestazioni.
Battistrada preformato utilizzato per la ricostruzione a freddo di pneumatici per autocarri
La ricostruzione a freddo consiste nell’applicare un battistrada preformato alla carcassa e nel vulcanizzarlo in autoclave, offrendo così un’alternativa flessibile ed economica.
Grazie a questi metodi, le flotte riescono a mantenere in servizio le carcasse più a lungo, in modo sicuro e affidabile.
Ricostruire il futuro: Una svolta tecnologica
Nel 1966, la ricostruzione dei pneumatici per autocarri si era ormai affermata nel settore dei trasporti. Ma Michelin non si accontentava dello status quo. In quell’anno, l’azienda ha introdotto il processo Remix, un metodo che utilizzava gli stessi materiali e le stesse specifiche di produzione di un pneumatico nuovo. In sostanza, ha dato una seconda vita ai pneumatici ricostruiti, come se fossero appena usciti dalla fabbrica.
I benefici sono stati enormi. I pneumatici MICHELIN Remix® possono ora raggiungere fino al 100% del chilometraggio di un pneumatico nuovo1. Per le flotte, questa non era solo un’opzione sostenibile, ma anche un investimento intelligente. Il costo della ricostruzione dei pneumatici è diminuito notevolmente nel corso del tempo, dato che ora le carcasse possono essere riutilizzate più volte senza compromettere l’affidabilità o la sicurezza.
Ricostruzione su larga scala
Sono passati decenni e la ricostruzione dei pneumatici per autocarri ha continuato a guadagnare terreno. Man mano che le flotte sono diventate più esigenti, anche i processi di Michelin si sono evoluti. Nel 2021, l’azienda ha raggiunto un traguardo simbolico: la produzione del suo 18 milionesimo pneumatico MICHELIN Remix®, realizzato a Homburg, in Germania, nel più grande stabilimento di ricostruzione Michelin in Europa.
Una cifra davvero significativa! Questo riflette la crescente fiducia che le flotte ripongono nelle soluzioni di ricostruzione. Mette inoltre in evidenza quanto sia cambiata la situazione della ricostruzione dei pneumatici per autocarri, passando da un’opzione di nicchia a una componente fondamentale della gestione delle flotte di autocarri.
La ricostruzione oggi: una risposta alle sfide globali
A cento anni dal suo primo pneumatico ricostruito, l’idea originale di Michelin sembra più attuale che mai. Oggi le flotte devono affrontare una serie di nuove sfide: aumento dei prezzi del carburante, instabilità della catena di approvvigionamento, inflazione e crescente pressione per ridurre le emissioni di carbonio. La ricostruzione dei pneumatici per autocarri offre una soluzione che risolve tutti questi problemi in un colpo solo.
Ogni pneumatico ricostruito permette di risparmiare circa 50 chilogrammi di materie prime2 (gomma, acciaio e componenti a base di petrolio) rispetto alla produzione di un pneumatico nuovo. Se si moltiplica questo dato per migliaia di pneumatici, il beneficio ambientale è enorme. E Michelin si spinge oltre: i pneumatici a fine vita possono ora essere trasformati in materie prime per nuovi pneumatici. Questo processo permette di ottenere olio di pirolisi, utilizzato come combustibile per ridurre le emissioni, e nerofumo di recupero, che riduce le emissioni di carbonio di oltre l’80% rispetto al nerofumo vergine. Il risultato: un sistema davvero a circuito chiuso.
Ma la cosa ancora più impressionante è che, per ogni 100 pneumatici ricostruiti, Michelin stima il risparmio di oltre 11,6 tonnellate di emissioni di CO₂ legate ai servizi dei materiali associati3. È una grande vittoria per il pianeta e per obiettivi di sostenibilità della flotta.
Inoltre, si producono meno rifiuti. Meno pneumatici gettati via significa meno problemi legati allo smaltimento di fine vita e un’economia più circolare. In un mondo sempre più attento all’ambiente, la ricostruzione dei pneumatici per autocarri non è solo un modo per ridurre i costi, ma una strategia di sostenibilità a lungo termine.
Il percorso di ricostruzione continua
Quella che era nata come un’idea per aiutare i camionisti a percorrere qualche chilometro in più con lo stesso pneumatico si è trasformata in una storia di successo a livello mondiale. A distanza di cento anni, la ricostruzione dei pneumatici per autocarri è una soluzione collaudata, scalabile e sempre più indispensabile in un settore che non si ferma mai.
Da oltre 10 anni, Michelin offre la possibilità di una seconda ricostruzione a caldo di alta qualità, MICHELIN Remix®, per i pneumatici utilizzati nei cantieri edili. Dal 2024, questa opzione è stata estesa al caso d’uso più comune: il trasporto merci, con la gamma dedicata MICHELIN X® Multi.
Per fare in modo che le tecniche di ricostruzione dei pneumatici per autocarri rimangano all’avanguardia, Michelin continua a sviluppare soluzioni digitali avanzate. Ad esempio, ogni pneumatico MICHELIN per autocarri è dotato di un chip RFID che permette di monitorare la carcassa per tutta la sua durata e di recuperare le informazioni necessarie per la ricostruzione. Gli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale ora analizzano il battistrada e ne verificano l’integrità prima della ricostruzione, offrendo un massimo livello di qualità e sicurezza.
La ricostruzione non riguarda solo le prestazioni, ma comporta un risparmio sui costi e la riduzione dell’impronta di carbonio, oltre a vantaggi per le persone. In tutta Europa, il settore dà lavoro a circa 32.000 persone a livello locale4, e ogni pneumatico ricostruito genera quattro volte più occupazione rispetto a uno importato non ricostruibile.
E il percorso di un pneumatico non finisce con la ricostruzione. I pneumatici ricostruiti possono anche essere riscolpiti, riducendo ulteriormente i costi e aumentando la durata, consentendo alle flotte di continuare a utilizzare le loro carcasse ancora più a lungo.
Guardando al futuro, Michelin continua a impegnarsi per migliorare la propria tecnologia di ricostruzione, favorendo il progresso degli operatori del settore dei trasporti, proteggendo il pianeta e offrendo pneumatici che, proprio come i camion che equipaggiano, possano percorrere lunghe distanze.
FAQ:
Certamente. La ricostruzione dei pneumatici per autocarri è una pratica consolidata che permette di dare ai pneumatici una seconda, terza o addirittura quarta vita. Se la carcassa originale del pneumatico è stata progettata per un uso multi-vita ed è in buone condizioni, può essere ricostruita più volte in modo sicuro e affidabile.
Avviare un’attività di ricostruzione di pneumatici per autocarri richiede un investimento considerevole in macchinari specializzati per la ricostruzione e in uno stabilimento di produzione. Dovrai procurarti l’attrezzatura giusta, avere carcasse di qualità e rispettare rigorosi standard di sicurezza e qualità. La collaborazione con produttori affermati come Michelin può offrirti una formazione preziosa, assistenza tecnica e garanzia di qualità, aiutandoti a ottimizzare i costi operativi e la qualità del servizio.
Sì! I pneumatici ricostruiti per autocarro sono perfettamente legali in Italia, purché rispettino gli standard di sicurezza nazionali.
Il numero di volte in cui è possibile ricostruire un pneumatico dipende dalla qualità e dalle condizioni della carcassa originale. Ad esempio, il modello REMIX 2 di Michelin offre la possibilità di un secondo ricostruito di alta qualità, a dimostrazione dell’eccezionale resistenza delle carcasse.
In media, un pneumatico ricostruito costa circa il 60% in meno rispetto al prezzo di uno nuovo, a parità di chilometraggio, offrendo un notevole risparmio alle flotte.
1. La mescola e il disegno del battistrada dei pneumatici MICHELIN Remix® sono praticamente identici a quelli usati per i nuovi pneumatici MICHELIN. Il 90% della gamma di pneumatici MICHELIN Remix® è costituito dallo stesso stampo e dagli stessi materiali dei pneumatici nuovi MICHELIN, per offrire delle performance equivalenti tra i pneumatici MICHELIN Remix® e i pneumatici Michelin nuovi. Valutazioni interne effettuate dal centro di ricerca e tecnologia Michelin, basato sulle testimonianze dei clienti raccolte in Europa dal 2015.
2. https://business.michelin.co.uk/blog/articles/100-years-of-truck-tyres-retreading
La ricostruzione MICHELIN Remix® richiede in media solo 20 kg di materie prime aggiuntive, il che equivale a un risparmio di 50 kg di materie prime rispetto alla produzione di un nuovo pneumatico MICHELIN. Questo confronto è stato condotto internamente presso il Centro di Ricerca e Sviluppo Michelin, mettendo a confronto il peso medio dei pneumatici MICHELIN Remix® con quello dei nuovi pneumatici MICHELIN in diverse misure.
3. Il risparmio di CO2 associato alla ricostruzione è calcolato dal risparmio del materiale associato. Per quanto riguarda il risparmio di materiale, un pneumatico ricostruito MICHELIN Remix® copre fino al 100% della resa chilometrica di un nuovo pneumatico MICHELIN (il disegno del battistrada e la mescola dei pneumatici MICHELIN Remix® sono praticamente gli stessi di quelli dei pneumatici MICHELIN nuovi; il 90% dei pneumatici della gamma MICHELIN Remix® è stato realizzato a partire dallo stesso stampo e dagli stessi materiali dei pneumatici nuovi, e quindi offrono prestazioni altrettanto buone; secondo i test interni condotti dal centro di ricerca e tecnologia Michelin e le testimonianze dei clienti raccolte in Europa dal 2015). In media, un nuovo pneumatico pesa 70 kg. Un nuovo pneumatico pronto per essere ricostruito pesa in media 50 kg. L’impatto di CO2 di un pneumatico ricostruito è legato al risparmio di materiale, ossia 115 kg di CO2 che rappresentano 50 kg di materia prima risparmiata, a un tasso di 2,3 kg di CO2* per kg di materia prima.
* *Equivalenza tra CO2 e un litro di carburante o chilogrammo di materia prima calcolata in questo modo: il fattore di emissioni di 3,24 kg di CO2 per 1 litro deriva dalla valutazione del ciclo di vita condotto da ADEME per diesel puro. Include le emissioni durante le fasi di produzione (17%) e durante la sua combustione (83%). Fonte: ADEME, studio “Well to wheel - JEC”, v4, luglio 2014. Il fattore di emissione di 2,3 kg di CO2 per 1 kg di pneumatico deriva dai calcoli della valutazione del ciclo di vita per la produzione di un pneumatico dalla produzione alla vendita, realizzata internamente da Michelin usando le regole di calcolo sviluppate dalla professione del settore dei pneumatici (TIP). Include fasi come l’estrazione delle materie prime, il trasporto, la produzione e la distribuzione. Fonte: UL Environment Standard, “Product Category Rules for preparing an Environmental Product Declaration for the product category: Tires”, v3.05, febbraio 2022.
4. https://www.circulary.eu/project/tripling-tyres-michelin/?utm
5. https://www.michelin.com/en/publications/products-and-services/truck-tire-retreading-remix
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car going fast on a road by night